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ECONOMIA E AMBIENTE, LE RAGIONI DI UNA SCELTA
Entrambe le legislature che si sono avvicendate nell’ultimo triennio hanno attivato diversi strumenti di incentivo al contenimento del consumo energetico, tra i quali la detrazione del 55% dell’IRPEF.
Forti sono le motivazioni che, nonostante il periodo tutt’altro che florido, spingono a prosegue lungo questa strada.
Motivazioni di carattere ambientale:
L'evidenza sperimentale mostra come, a livello mondiale, la concentrazione nell'atmosfera di CO sia salita a circa 350-360 ppm rispetto alle 290 ppm dell'inizio dell'era industriale, grazie all’azione combinata di deforestazione ed utilizzo antropico di combustibile fossile.
Questo fenomeno, conosciuto come “effetto serra”, è con tutta probabilità responsabile dei cambiamenti climatici attualmente in atto.
Ciò che preoccupa è, più che il cambiamento in sé (ricordiamo che nel corso della storia le mutazioni climatiche si sono alternate in grande varietà), la sua rapidità, e la sua correlazione con la variazione di concentrazione di gas serra di origine antropica.
Queste osservazioni sono alla base delle principali strategie a livello mondiale per fermare, o quantomeno contenere, il "Climate Change", tra cui il protocollo di Kyoto .
L'Italia ha ratificato il Protocollo di Kyoto il 31 maggio 2002 impegnandosi a ridurre le proprie emissioni di gas serra dovute ad azione antropica del 7,5% rispetto a quelle del 1990 entro il 2012.
Il protocollo di Kyoto ha carattere vincolante e sanzionatorio per gli stati firmatari.
Motivazioni di carattere energetico ed economico:
L’Italia è uno tra i paesi più industrializzati d’Europa, è praticamente privo di giacimenti di combustibili fossili (petrolio e gas), e soffre inoltre di un grave deficit nella produzione di energia elettrica. In questo caso si acquista il prodotto finito, e non la materia prima per ottenerlo, con un aggravio di costi facilmente intuibile.
La causa di tale deficit è da ricercare nella rinuncia alla produzione di energia elettrica di origine nucleare, senza aver contemporaneamente attuato un’efficace approvvigionamento da fonti alternative.
Vi è da notare, inoltre, come i combustibili fossili e l’energia nucleare, rispetto alle forme di energia “pulite”, abbiano rese energetiche enormemente superiori, pertanto tra le strategie alternative, quali l’impiego di fonti rinnovabili, vi deve necessariamente essere un enorme sforzo al risparmio energetico, altrimenti tali fonti non saranno mai realmente “alternative”, ma solo di debole supporto alle forme di approvvigionamento “non ecologiche”.
LA RIQUALIFICAZIONE DEL PATRIMONIO EDILIZIO:
Il patrimonio edilizio italiano ha conosciuto grande sviluppo soprattutto dal dopoguerra, con il passaggio da un’economia prevalentemente agricola alla rivoluzione industriale. I criteri e le modalità costruttive rispondevano ad impellenti esigenze abitative e di economia, producendo edifici assai poco “ecologici”, soprattutto per i seguenti fattori:
Vi è quindi, nel patrimonio edilizio esistente, la possibilità di realizzare, con interventi semplici e mirati, notevoli risultati nel contenimento sia delle emissioni, sia dei consumi.
E’ ovvio che la sensibilità al rispetto dell’ambiente si traduce in interventi efficaci e diffusi solo a condizione che il singolo abbia un concreto vantaggio di ordine economico nell’attuarli.
Se sembra relativamente semplice fornire una stima “di massima” sulle cause di dispersione, in realtà il comportamento termodinamico del sistema edificio – impianto dipende da numerose variabili (tra cui le modalità costruttive e soprattutto la sua “storia”), che il consulente termotecnico deve saper valutare con precisione, per saper indicare al committente l’intervento che consegua il miglior rapporto costi/benefici, che sia economicamente sostenibile, e che abbia tempi di ritorno ragionevoli.
INTERVENTI PER CUI È PREVISTO L’ACCESSO ALLA DETRAZIONE DEL 55% IRPEF
Intervento secondo art. 344: (detrazione fino a 100.000,00 €)
Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2009, relative ad interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati da normativa, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro.
L’intervento consiste, in pratica, nel portare l’indice di prestazione energetica (EPI) dell’edificio al valore di un equivalente edificio nuovo.
Intervento secondo art. 345: (detrazione fino a 60.000,00 €)
Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2009, relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti), finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro, a condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica U, espressa in W/mK, indicati dalla normativa vigente.
Intervento secondo art. 346: (detrazione fino a 60.000,00 €)
Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2009, relative all’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e università, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro.
Intervento secondo art. 347: (detrazione fino a 30.000,00 €)
Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2009, per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro.